mercoledì, 12 aprile 2006

«Provenzano non avrebbe potuto fare 43 anni di latitanza se non avesse avuto coperture politiche», questa è la frase che Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, ha pronunciato dopo l'arresto del superlatitante. Grandi applausi per il successo delle forze dell'ordine, per l' ottimo lavoro svolto. Ma queste coperture politiche chi gliele garantiva? Chi erano i politici che finora lo hanno aiutato?
Facciamo un passo indietro. Nel '93 Giancarlo Caselli, procuratore di Torino, decide, dopo i terribili attentati a Falcone e Borsellino, di andare a ricoprire lo stesso incarico, ma in un luogo molto più ostico, a Palermo. Tra il '93 e il '99 Caselli fa un ottimo lavoro, facendo arrestare e condannare all'ergastolo 350 mafiosi, 350 processi in cui tutti e tre i gradi di giudizio gli danno ragione, 350 processi contro il cosiddetto “livello militare” della mafia.
Nel '99 però Caselli decide di andare un po' oltre, non si ferma ai boss mafiosi ma, sapendo che la mafia ha dei forti rapporti con la politica, decide di indagare il “4° livello” quello dei rapporti tra mafia e politica, incriminando Giulio Andreotti, un pilastro della politica italiana.
Dopo questa sua decisione l'informazione dei mass media lo massacra, accusandolo di usare il suo ruolo istituzionale non per il bene dell'Italia ma per i suoi interessi. Per mesi Caselli resiste a questi attacchi finché decide di dare le dimissioni. Al suo posto viene nominato procuratore di Palermo Piero Grasso, che subentra dopo l'ottimo lavoro svolto dal suo predecessore.
Nel 2005 Pier Luigi Vigna, procuratore nazionale antimafia, a capo del più importante organo contro la mafia, lascia il suo posto per andare in pensione e si apre la discussione per nominare il suo sostituto. Chi dovrebbe sostituirlo? Probabilmente nessuno meglio di Caselli in quegli anni conosce la situazione della mafia in Italia e sarebbe adatto per quel ruolo, ma succede una cosa. Quella che ormai è la vecchia maggioranza fa approvare, nel testo della riforma dell'ordinamento giudiziario, un emendamento “contra personam” che impedisce a Caselli di concorrere a quel ruolo. Al suo posto viene nominato Piero Grasso. Da quel momento Piero Grasso interrompe ogni indagine in corso riguardante i rapporti tra politica e mafia.
E ora, dopo che in un anno non ha portato avanti nessuna indagine che potesse ledere anche minimamente gli interessi dei politici, ci viene a dire che in 43 anni Provenzano ha avuto l'appoggio dei politici?
Chiunque si intenda un minimo di mafia, chiunque conosca a malapena di cosa stiamo parlando può essere d' accordo con questa affermazione, ma ora Grasso deve fare i nomi.
43 anni di latitanza in qualche modo vanno spiegati ai cittadini.


Per approfondire questo argomento consiglio di leggere il libro di Giancarlo Caselli, “Un magistrato fuori legge”, in cui lo stesso Caselli racconta la sua vicenda e medita sull'indipendenza della magistratura.

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categoria:mafia, politica interna
lunedì, 13 marzo 2006
Domenica pomeriggio abbiamo assistito ad un esempio di vero giornalismo, in cui un giornalista non si riduce a sentir parlare il politico di turno di tutto quello che gli passa per la testa ma che fa delle domande, a volte anche scomode, lo interrompe se la risposta non ha nulla a che vedere con la domanda e lo invita a rispondere in modo pertinente.
Purtroppo di questi tempi giornalisti del genere se ne vedono pochi, e quei pochi non sono sui media che hanno i maggiori ascolti, dove ormai si bada soprattutto alla propaganda, alla promessa di forte impatto emotivo e quasi si trascura il contenuto delle affermazioni, il loro peso, la fattibilità delle promesse. In questa pubblicità politica che pensa di fare giornalismo si inseriscono ancora dei giornalisti che non permettono ai politici di farsi pubblicità e di parlare solo di quello che gli interessa, ma fanno delle domande e chiedono delle risposte.
A qualche politico questo non è piaciuto, qualche politico pensa che i giornalisti non debbano fare domande ma solo ascoltare, pensa che i programmi di approfondimento servano come ulteriore spot elettorale, questi politici quando si trovano di fronte a giornalisti veri rimangono spiazzati: piuttosto che rispondere a domande scottanti preferiscono andarsene facendo pensare che il giornalista sia un militante della parte politica opposta nonché un violento.
Questi politici hanno degli scheletri negli armadi che si tengono stetti stretti cercando di non portarli alla conoscenza di tutti, e quando qualcuno cerca di aprirli preferiscono fare la fatica di spostarli.
La realtà è che la verità fa paura, su alcune questioni si preferisce tacere per non rovinarsi la faccia di fronte a 4 milioni di persone.
Purtroppo però sono questi i politici che ci hanno governato per 5 anni e se c'è bisogno di veri giornalisti per mandarli a casa speriamo che arrivino presto.
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venerdì, 06 gennaio 2006

L’ ostilità di Bush verso un’informazione indipendente è venuta fuori soprattutto nell’attuale guerra (perché è ancora di guerra che si tratta) in Iraq.
Abbiamo già trattato in questo blog la contrarietà di Bush contro la televisione araba Aljazeera riportando le informazioni di un colloquio tra Bush e Blair in cui il presidente americano affermava la sua volontà di bombardare la sede centrale del network arabo.
Ma le azioni del presidente non si sono solo fermate a delle “chiacchiere” perché, molto prima del colloquio con Blair, Bush aveva già dato ordine nel 2001 di attaccare gli uffici di Aljazeera in Afghanistan, nel 2003 di far fuoco sull’hotel Basra di Baghdad dove vi risiedevano solo giornalisti del network arabo, pochi giorni più tardi l’esercito USA ha ucciso Tereq Ayoub (reporter di Aljazeera) e ne ha imprigionati altri (alcuni anche a Guantanamo). Inoltre ha anche vietato alla TV araba di operare in Iraq.
Il dipartimento della difesa americana ammette in Iraq solo giornalisti “embedded”, ovvero reporter che firmano con gli USA un vero e proprio contratto, incorporandoli nell’esercito.
Nel documento si legge che le organizzazioni medianiche riconoscono i rischi e i pericoli a cui sono esposte (gli stessi dei militari) e che la non esecuzione di qualunque ordine o direttiva può portare alla fine del processo di incorporazione.
In pratica con questo contratto gli USA hanno ammesso in Iraq solo giornalisti da loro direttamente controllati, attuando così una censura enorme.

 
Contratto dei giornalisti “embedded”:
http://italy2.peacelink.org/mediawatch/docs/18-326_embedded.pdf

Per approfondire:
http://www.nuovimondimedia.com/sitonew/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1598&topic=56

postato da: Mick88 alle ore 15:21 | Permalink | commenti
categoria:politica estera, informazione
venerdì, 06 gennaio 2006

"Berlusconi non ha mai fatto affari con la politica".
Sembra una barzelletta, in realtà è l’affermazione di Paolo Bonaiuti, portavoce del premier, in risposta alle parole di Prodi che chiedeva un confine tra politica e il mondo degli affari.
Queste parole non le ha pronunciate Berlusconi in persona, ma il suo portavoce; si vede che questa è una falsità che va addirittura oltre la capacità di raccontare frottole del nostro presidente del consilio.
Forse non le ha pronunciate lui perchè era troppo impegnato a cercare di guadagnare un vantaggio elettorale dalla vicenda Unipol (che ha investito il partito Ds), scagliandosi contro "l'intreccio inaccettabile tra politica e affari". Ma allora se una manciata di azioni Unipol in mano a un dirigente di un partito costituiscono un “intreccio inaccettabile”, gli affari del presidente cosa sono?
Forse non è ancora stato inventato un vocabolo adatto.

 L’atteggiamento del premier mi fa venire in mente la storia della trave e della pagliuzza…
“Vedete la pagliuzza nell’occhio del fratello ma non la trave nel vostro. Quando vi sarete tolti la trave dagli occhi allora sarete in grado di togliere la pagliuzza dall’occhio del fratello” (Tommaso, 26)

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categoria:politica interna
mercoledì, 28 dicembre 2005
Poco tempo fa mi è arrivata una e-mail con delle informazioni riguardo un progetto ecologico quantomeno sorprendente che si prefiggeva portare il commercio su ruota senza che esso necessiti più di combustibili fossili per il consumo.
Questo progetto prende il nome di "Eolo" (dal dio greco del vento) poichè ha prodotto una monovolume come se ne vedono tante nelle nostre città, spinta da un motore alimentato ad aria compressa.
Le informazioni nei documenti che la mail mi ha spinto a cercare nella rete sono state varie e esaustive dal punto di vista "consumistico" e senz'altro innovative per quanto riguarda spese da sostenere.
Il progetto di cui sto parlando sembra misteriosamente cessato poco tempo dopo la presentazione della macchina (completata) al MotorShow di Bologna del 2001 in cui aveva creato scalpore per il suo "alquanto" sano metodo di movimento. Durante l'evento il suo progettista (il francese Guy Negre) mostrò agli interessati del settore quale impresa sia stato ottimizzare i componenti meccanici dell'auto  in questione e, sempre dopo un po'... scomparve evitando di rilasciare ulteriori interviste o spiegazioni.
Perchè c'è una macchina che fa con 1,50 Euro il pieno sufficiente per dieci ore di autonomia e nessuno ne sa più nulla? Perchè Negre "scappa" alle interviste? Come mai il sito della ditta che in Italia doveva produrre le autovetture un mese dopo è stato messo in vendita? Ed infine, perchè gli operai di quello stabilimento sono in cassa integrazione da quel giorno?
Forse le risposte non le avremo mai. Ma di una cosa sono certo. Le persone che già avevano prenotato delle auto presso la ditta rimarranno le poche a farsi domande se questo mascheramento dovesse riuscire a chi lo ha voluto.

Volete saperne di più?

http://www.ecotrasporti.it/eolo.html
http://www.aspoitalia.net/documenti/bardi/eolo.html
http://www.eoloenergie.it/html/ita.html
http://www.ecplanet.com/canale/tecnologia-2/veicoli-78/0/0/7330/it/ecplanet.rxdf

Irato Andrea
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categoria:ambiente
sabato, 03 dicembre 2005

CAMBIARE SI PUÒ
Dieci idee per un Paese diverso

Cambiare il paese si può, firma un decalogo di idee per un paese diverso, più democratico, meno precario, più libero, più giusto, più sicuro.

Leggi qui la petizione

Su un Paese così ci metto la firma.
Firma on line su:
www.cambiaresipuo.it

Cambiare si può!
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categoria:
giovedì, 24 novembre 2005

Il “Mirror” ha reso noto un memorandum del governo inglese nel quale sarebbe espressa la volontà da parte di Bush di bombardare la sede di Aljazeera (il più grande network arabo) nel 2004.
Nel corso di un summit nell’aprile del 2004 Bush avrebbe confidato le sue intenzioni a Blair che lo avrebbe fortemente dissuaso.
Secondo esponenti dell'amministrazione americana "Bush scherzava, non faceva sul serio"; altre fonti riportano un tono della conversazione tutt'altro che scherzoso, ma anzi "mortalmente serio"
Tuttavia non è piaciuto a Bush che questa “allegra chiacchierata” sia venuta a conoscenza della gente, imponendo il veto ai mass media statunitensi di non parlarne poiché si tratta di affari di stato riservati
L'ira di Bush sarebbe nata da una linea editoriale che -a suo giudizio- avrebbe istigato la rivolta irachena contro gli americani, in particolare da alcuni servizi sulla battaglia di Falluja (speriamo che non abbia intenzione di bombardare anche la Rai)
Ringraziamo Blair, poiché forse senza di lui si sarebbe aperto il più grande scontro tra islam e occidente di tutti i tempi, probabilmente peggiore delle crociate.

Fonti:
- Aljazeera - http://english.aljazeera.net/NR/exeres/FA5DC791-B0D3-418E-9946-87162E6C6EC1.htm
- Corriere della Sera - http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/11_Novembre/22/aljazeera.shtml

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categoria:politica estera
giovedì, 17 novembre 2005

Ai primi di novembre su RaiNews24 va in onda un'inchiesta di Sigfrido Ranucci sull'uso da parte degli USA di fosforo bianco e MK77 (il nuovo napalm) nella battaglia per la conquista di Fallujah nel 2004.
Mi vengono in mente tre domande:

 1) RaiNews24 è un canale satellitare e manda in onda il filmato una decina di volte al giorno, sui canali analogici terrestri (per la precisione Rai 3) l'inchiesta viene messa in onda una sola volta e per di più di notte. Perchè? Forse per non disturbare le persone con le atrocità che il fosforo bianco provoca?

 2) Il primo e principale motivo che aveva spinto il gentile Bush a liberare il mondo dalla minaccia di Saddam erano state le armi di distruzione di massa che il dittatore iracheno avrebbe avuto. Dopo aver cacciato gli ispettori internazionali poichè non stavano trovando nessuna prova di quelle armi, decide di attaccare comunque l' Iraq. Quando ormai il mondo intero si era reso conto che le armi chimiche non c'erano, Bush non si è dato per vinto:-"piuttosto che dar ragione a quel branco di comunisti le armi di distruzione di massa ce le metto io!!". Così decide di utilizzare il napalm: arma vietata da una convenzione dell'ONU se usata in combattimento contro combattenti e/o civili, ma non se usata come tracciante o per illuminare le zone di guerra.
L'inchiesta di RaiNws24 (con le testimonianze anche di due ex soldati americani) dimostra che quest' arma è stata usata indiscriminatamente contro chiunque: combattenti e civili, uomini e donne, anziani e bambini, non risparmia nemmeno i cani
Se Saddam è sotto processo a Baghdad per delitti contro l’umanità per aver ucciso civili innocenti, perchè a Bush, e tutti quelli che hanno consentito l'uso del napalm, non viene riservato lo stesso trattamento?

 3) La notizia dell’uso del napalm non desta molto stupore, tranne ad Alice Mahon, deputata laburista inglese che, fin dal 2003, fece diverse interrogazioni parlamentari per sapere se questa arma era stata veramente usata; dopo varie smentite, il ministero della difesa è costretto a confessare l'uso dell' MK77 a Fallujah. Questa guerra è stata iniziata perchè si cercavano armi di distruzione di massa: non è forse un paradosso che siano stati proprio gli americani ad usarle?

 

Per chi volesse approfondire l’argomento:

Video dell’inchiesta di RaiNews24 - http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/video/fallujah_ITA.wmv

Sito di RaiNews24 sull’inchiesta (con altri documenti) - http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/body.asp

Articolo di  "la Repubblica" - http://www.repubblica.it/2005/k/sezioni/esteri/iraq71/rainews/rainews.html

Articolo di "Aljazeera" - http://www.aljazeera.com/cgi-bin/news_service/middle_east_full_story.asp?service_id=5875

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categoria:politica estera, informazione